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Per non lasciare che la Rete diventi TV PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 25 Marzo 2009 06:36

Roma - Una mobilitazione compatta, su scala europea. Per scongiurare gli effetti che il Pacchetto Telecom potrebbe infliggere alla rete, se il Parlamento Europeo dovesse accogliere o respingere delle proposte di emendamento che sono state instillate nel testo in fase di seconda lettura. Saranno votate il 31 marzo: potrebbero aprire la strada ad una rete non neutrale, ad una rete che rischia di assumere i contorni di un servizio di broadcasting.

La responsabilità ricadrà sulle spalle delle commissioni Mercato Interno (IMCO) e Industria, ricerca e energia (ITRE): spetterà loro valutare l'introduzione di disposizioni sfociate in proposte ufficiali sotto la pressione di certa parte dell'industria, spetterà loro decidere riguardo alla direzione che l'Europa imprimerà alla tutela della proprietà intellettuale online.


Si tratta dei cosiddetti emendamenti AT&T: striscia nel testo degli emendamenti la legittimazione a mettere in campo sistemi di gestione del traffico. Sistemi di gestione che potrebbero tradursi in una Internet a due velocità, nella discriminazione di certi protocolli rispetto ad altri. Un emendamento che attenta alla neutralità della rete, che potrebbe agevolare la creazione di alleanze strategiche volte alla prioritizzazione dei contenuti e che potrebbe ripercuotersi sul regime competitivo, sulla libertà dei cittadini delle rete di manifestare la propria creatività, il proprio pensiero. E che potrebbe scoraggiare gli investimenti nell'infrastruttura da parte degli operatori, in grado così di contenere il traffico adattandolo alle risorse che hanno a disposizione.

Sono istanze sostenute altresì da certe parti del Regno Unito, secondo cui la trasparenza da parte degli operatori rispetto alle pratiche di contenimento del traffico dovrebbe sostituirsi al diritto di accesso universale e neutrale rispetto a contenuti e protocolli. I colossi della rete, fra cui Google, Yahoo e Skype, sono intervenuti per dimostrare alle autorità europee che oltre il 90 per cento degli utenti Internet è contrario ad ogni tipo di filtraggio e di discriminazione, che desidera che la rete resti stupida.

Se il Pacchetto Telecom potrebbe trasformare la rete in un oligopolio quasi televisivo, esistono altresì disposizioni che potrebbero agevolare il contenimento dello scambio illegale di contenuti a mezzo di tecnocontrollo sistematico e ghigliottine sulla connessione. La questione verte sull'emendamento 46, precedentemente noto come emendamento 138 e ora classificato come 135: introdotto e stralciato, poi di nuovo reintrodotto dalla parlamentare europea Catherine Trautmann, dovrebbe garantire ai cittadini della rete l'inalienabilità del diritto alla connessione e dovrebbe sbaragliare di fatto la possibilità di introdurre in Europa la dottrina Sarkozy.

Si tratta di un emendamento oltremodo strattonato, da parte dei netizen e da parte delle istituzioni: la Francia sembra essere tornata alla carica affinché il Parlamento Europeo sgombri il campo dall'emendamento 135 e renda possibile il coinvolgimento dei provider per tagliare fuori dalla rete gli utenti che abusino della propria connettività.

I netizen europei si stanno mobilitando, l'Italia non è da meno: consumatori e accademici, cittadini della rete. Auspicano che le lettere con cui tenteranno di sensibilizzare gli europarlamentari non rimangano inascoltate.

 

Fonte  Punto Informatico

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 06:46
 

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MySpace consegna i predatori sessuali
Roma - Sono 90mila i nomi dei predatori sessuali consegnati da MySpace alle autorità: serviranno a due procuratori generali per dimostrare che le reti sociali online pullulano di soggetti pericolosi, e che i fornitori del servizio non li sanno allontanare.

I nomi sono stati consegnati nel corso del più recente atto dell'annosa indagine condotta dai procuratori generali degli States nei confronti del portalone. I procuratori, convinti che online si aggirino orde di malintenzionati che agiscono al solo scopo di circuire netizen indifesi, si erano rivolti a MySpace già nel 2007. Con una richiesta informale avevano domandato a MySpace di comunicare i nomi di coloro che fossero stati condannati per un qualsiasi reato a sfondo sessuale: avevano ottenuto in cambio la sola cancellazione dei profili dei pregiudicati. I procuratori avevano accusato MySpace di aver assunto un comportamento troppo sbilanciato verso la tutela della privacy, noncurante della "sicurezza degli adolescenti". Ma i procuratori non si sono rassegnati, e alla richiesta informale hanno fatto seguire un atto ufficiale che costringesse MySpace a testimoniare.
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