| I pirati sbarcano in Europa |
| Scritto da Administrator | |||
| Martedì 09 Giugno 2009 21:20 | |||
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Roma - La condanna della crew di The Pirate Bay? Per il Piratpartiet ("Partito Pirata") svedese è stata solo l'inizio di un'avventura che continua, inconcepibile solo fino a poche settimane fa: il Piratpartiet fa politica per difendere gli interessi della sterminata sequela di utenti del file sharing, che d'ora in poi potranno contare (per la Svezia ma non solo) su loro diretti rappresentati seduti nel parlamento di Strasburgo. Il Piratpartiet non ha vinto ma ha stravinto le elezioni europee svedesi: la forza politica pro-file sharing aveva già conosciuto un aumento vertiginoso di membri in seguito alla sentenza del caso TPB, e ora le autorità del paese certificano non solo che essa ha superato la soglia di sbarramento del 4% (necessaria per conquistarsi il diritto di avere un rappresentante) ma che ha raggiunto un incredibile 7,1% dei voti, battendo altri partiti politici caratterizzati da ben altra storia e periodo di formazione. Tali partiti dovranno però rassegnarsi al fatto che con queste elezioni il Piratpartiet ha fatto la sua storia: fondato solo tre anni fa, tra lo scetticismo di molti e l'ilarità di alcuni il Partito Pirata è riuscito a conquistarsi il seguito delle giovani generazioni, a cui i vecchi politici "hanno strappato via lo stile di vita bit per bit" come dice il leader della formazione Rick Falkvinge, entusiasta per la vittoria. Il 7,1% dei voti (ottenuto da un'affluenza alle urne del 43%) significa aver conquistato 200mila preferenze totali, un numero a dir poco impressionante se confrontato ai poco meno che 35mila voti ottenuti nel 2006. [Uno dei 18 seggi[http://www.elections2009-results.eu/it/sweden_it.html]] parlamentari che spettano alla Svezia verrà dunque assegnato al Piratpartiet e, come già fece in occasione delle manifestazioni pro-TPB organizzate a Stoccolma il giorno successivo alla condanna, Falkvinge dichiara battagliero di avere un'agenda politica esplosiva, che include il contrasto all'azione di lobby dell'industria dei contenuti sino alla depenalizzazione dell'utilizzo del file sharing per uso privato.  Fonte Punto Informatico
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| MySpace consegna i predatori sessuali |
| Roma - Sono 90mila i nomi dei predatori sessuali consegnati da MySpace alle autorità : serviranno a due procuratori generali per dimostrare che le reti sociali online pullulano di soggetti pericolosi, e che i fornitori del servizio non li sanno allontanare. I nomi sono stati consegnati nel corso del più recente atto dell'annosa indagine condotta dai procuratori generali degli States nei confronti del portalone. I procuratori, convinti che online si aggirino orde di malintenzionati che agiscono al solo scopo di circuire netizen indifesi, si erano rivolti a MySpace già nel 2007. Con una richiesta informale avevano domandato a MySpace di comunicare i nomi di coloro che fossero stati condannati per un qualsiasi reato a sfondo sessuale: avevano ottenuto in cambio la sola cancellazione dei profili dei pregiudicati. I procuratori avevano accusato MySpace di aver assunto un comportamento troppo sbilanciato verso la tutela della privacy, noncurante della "sicurezza degli adolescenti". Ma i procuratori non si sono rassegnati, e alla richiesta informale hanno fatto seguire un atto ufficiale che costringesse MySpace a testimoniare. |
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, ma per i bucanieri del peer-to-peer non penso che la chiusura di qualche sito li spaventi. 

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