Home
Ghigliottine italiane, Cassinelli si mobilita
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Aprile 2009 15:00

Roma - La notizia è tornata a rimbalzare sui media francesi, ha valicato le Alpi, ha instillato sospetti: il ministro Bondi avrebbe siglato un accordo con il ministro francese della Cultura Christine Albanel. Un patto che, si mormora, contemplerebbe anche le strategie antipirateria perseguite dai due paesi. L'onorevole Cassinelli (PDL) si è tempestivamente attivato: ha presentato un'interrogazione parlamentare per cercare di fare chiarezza.


Le autorità italiane non hanno mai fatto segreto di simpatizzare per una soluzione alla francese per il contrasto alla pirateria, modellata sulla legge ormai approvata oltralpe: non solo i detentori dei diritti ma anche lo stesso comitato antipirateria e l'onorevole Barbareschi si sono espressi a favore di un sistema di risposta graduale. Ma potrebbe non essere tutto: i media parlano un accordo siglato fra i ministri della Cultura. Non è dato sapere se si tratti di un patto vincolante, se contenga disposizioni che traccino una strategia legislativa, se si menzionino nello specifico avvertimenti e disconnessioni da somministrare a coloro che condividono illegalmente dei contenuti. Potrebbe invece trattarsi di una semplice lettera d'intenti che, pubblicata sul sito del Ministero italiano nei giorni successivi al primo avvistamento sui media, si limita a fare accenno al "rafforzamento della cooperazione nel settore della lotta al traffico illecito dei beni culturali, in particolare tra i rispettivi organismi specializzati".

L'onorevole Cassinelli, che da mesi si fa portavoce delle istanze dei cittadini della rete, vuole sgombrare il campo dai dubbi. "Preoccupato da queste rivelazioni giornalistiche - scrive l'onorevole sul suo blog - ho inoltrato una interrogazione al Ministro per sapere se ciò corrisponda al vero".
Importare in Italia la legge francese, spiega Cassinelli, significherebbe violare il diritto alla privacy del cittadino con rastrellamenti di indirizzi IP da tradurre in abbonati, significherebbe attentare alla libertà del cittadino di esprimersi e di informarsi online, significherebbe investire del denaro in un progetto inefficace. Ci sarebbero dei "tecnicismi" a rendere di fatto inapplicabile una legge simile, i netizen finirebbero per non rinunciare allo sharing approfittando delle darknet.

L'onorevole, nell'interrogazione, cita le posizioni che il Parlamento Europeo ha espresso lo scorso settembre: era stato votato a larga maggioranza l'emendamento 138, una disposizione che, integrata al Pacchetto Telecom, avrebbe garantito ai netizen l'inviolabilità del proprio diritto a fruire della rete. Solo l'autorità giudiziaria, secondo la disposizione, avrebbe potuto decidere di recidere connessioni. Ma l'emendamento 138 è stato nell'ordine stralciato, reintrodotto e mutilato, mentre il Pacchetto Telecom attende ancora di essere votato.

Cassinelli chiede se "corrisponda al vero che sia intenzione del Governo disciplinare un contesto complesso e delicato come la pirateria in rete adottando un impianto normativo che contrasta decisamente una precedente decisione del Parlamento europeo ed appare difficilmente conciliabile con taluni inviolabili diritti sanciti dalla Costituzione italiana e dal Codice in materia di protezione dei dati personali". Si attende un riscontro da parte del Ministro Bondi.

 

Fonte Punto Informatico

Commenti

B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
URL
Codice   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia Commento
 

Chi è online

 7 visitatori online

Clouds

Sondaggi

Cosa ne pensi del nuovo Portale Quattrochiacchere?
 

NewsFeed dal Nostro Forum

Quattrochiacchere
Informazioni in diretta da Quattrochiacchere
  • Internet: presto online i programmi per PC
    Siamo a un punto di svolta nel cyberspazio della rete: nel giro di cinque anni ben l'80% delle operazioni al computer non si faranno più servendosi dei software installati nel pc di casa ma attraverso il 'cloud computing', una "nuvola di risorse informatiche", applicazioni, programmi di calcolo e scrittura, di immagazzinamento dati e molto altro, che sarà disponibile online, fornita da provider di vario tipo.
    [url=http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new....
  • Re: Gli ISP inglesi bloccano alcuni siti BitTorrent?
    Grande zovin.....bentornato...... Facciamo la ola

    La notizia non mi piace  Pollice verso , disaccordo, ma per i bucanieri del peer-to-peer non penso che la chiusura di qualche sito li spaventi.
  • Gli ISP inglesi bloccano alcuni siti BitTorrent?


    La Gran Bretagna ha iniziato una guerra aperta contro il file sharing illegale. Dopo la relazione di qualche giorno fa, che indicava nella fine del 2009 la data entro cui far calare il P2P del 70%, il governo inglese ha introdotto una serie di misure antipirateria.

    Inizialmente saranno previsti degli avvisi agli utenti accusati di scaricare, mentre in una seconda fase potrebbe essere negato lÂ’accesso ai siti che permetto...
  • French manicure: unghie perfette fai da te

    ll sogno di molte, la quotidianeità delle più fortunate: avere sempre unghie belle, perfette, curate, non è facile, soprattutto per le donne che sono ogni giorno alle prese con faccende domestiche, pargoli da accudire ed anche quelle che lavorano, sono davanti al pc e le unghie lunghe diventano un problema. Ecco perchè all'occorrenza ci si rivolge all'estetista per farsì che le nostre un...

Notizie flash

MySpace consegna i predatori sessuali
Roma - Sono 90mila i nomi dei predatori sessuali consegnati da MySpace alle autorità: serviranno a due procuratori generali per dimostrare che le reti sociali online pullulano di soggetti pericolosi, e che i fornitori del servizio non li sanno allontanare.

I nomi sono stati consegnati nel corso del più recente atto dell'annosa indagine condotta dai procuratori generali degli States nei confronti del portalone. I procuratori, convinti che online si aggirino orde di malintenzionati che agiscono al solo scopo di circuire netizen indifesi, si erano rivolti a MySpace già nel 2007. Con una richiesta informale avevano domandato a MySpace di comunicare i nomi di coloro che fossero stati condannati per un qualsiasi reato a sfondo sessuale: avevano ottenuto in cambio la sola cancellazione dei profili dei pregiudicati. I procuratori avevano accusato MySpace di aver assunto un comportamento troppo sbilanciato verso la tutela della privacy, noncurante della "sicurezza degli adolescenti". Ma i procuratori non si sono rassegnati, e alla richiesta informale hanno fatto seguire un atto ufficiale che costringesse MySpace a testimoniare.
Leggi tutto...

Powered by Joomla!. Designed by: Joomla 1.5 Template, ecommerce web hosting. Valid XHTML and CSS.