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Sabato 20 Dicembre 2008 20:20 |
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Roma - Oltre a gestire, "per hobby", il tracker BitTorrent più grande del mondo, la crew di The Pirate Bay ha indubbiamente una passione particolare per i "grandi ritorni", la resurrezione indotta dei mega-collettori di link da P2P già attivi nel passato nel pieno rispetto di quella strategia dell'Idra che tutela la sopravvivenza del file sharing nel suo complesso. Così, dopo aver favorito la rinascita di Suprnova, TPB garantisce ora l'hosting a ShareReactor, storico punto di riferimento per i download su rete eDonkey2000.
Prima di essere costretto alla chiusura dall'intervento della niente affatto neutrale polizia svizzera, nel 2004 ShareReactor poteva vantare 250mila membri, milioni di pageview e, più in generale, un seguito senza pari tra chi era alla ricerca di puntatori .edk ai contenuti disponibili sulla rete di eMule/eDonkey. Dopo anni di alti e bassi, e la scomparsa dalla scena del team di admin originale, TPB ha deciso di infondere nuova vita nel portale mettendo a disposizione i server e gestendo le relazioni con il pubblico.
Per quanto ispirata al vecchio "spirito" del sito originale, l'interfaccia di ShareReactor è stata ridisegnata, i vecchi link sono tornati operativi accanto naturalmente a materiale fresco di inserimento e, vista la stretta parentela con TPB, la disponibilità di puntatori BitTorrent oltre che eDonkey. A oggi, stando ai dati disponibili in homepage, le statistiche parlano di 10,55 Terabyte, oltre 7.000 release, oltre 30mila file, 60 milioni di download e 20 Petabyte (dicesi Petabyte) di trasferimenti complessivi.Gestito da una squadra di admin tutta nuova, il repository di ShareReactor è caratterizzato da grandi numeri ma anche dalla volontà di offrire contenuti di qualità agli utenti-condivisori, ed è per questo che per ogni release sarà disponibile una sola istanza piuttosto che un numero enorme dello stesso contenuto in versioni diverse (e magari fake, o contenenti malware o quant'altro). Come ogni "community" che si rispetti, poi, a ShareReactor non mancano un nuovo forum di discussione e un canale IRC, raggiungibile all'indirizzo #ShareReactor su EFnet.
Il numero di canali da cui attingere i contenuti sul P2P aumenta, ma è un incremento proporzionale a quello degli utenti che i suddetti contenuti li scaricano e li condividono. Nella Svezia di TPB, ad esempio, considerata la "patria dei pirati" non a caso, una recente ricerca ha evidenziato che il file sharing è un'attività in cui sono impegnati "più di un terzo di tutti gli uomini tra i 16 e i 24 anni". E le donne? Apparentemente sono attratte molto meno dalla condivisione in digitale.
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Venerdì 12 Dicembre 2008 20:47 |
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Roma - L'11 dicembre 2008 verrà ricordato dai sostenitori dell'Accessibilità della rete e del web perché è il giorno in cui entrano finalmente in vigore le nuove linee guida del Web Consortium, pensate per infiltrare in profondità le tecnologie e i tool con cui oggi si costruisce "il nuovo web".
Le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.0, o WCAG 2.0, sono ora una raccomandazione ufficiale del W3C. "Seguirle - scrive il Consortium - renderà i contenuti accessibili ad un più alto numero di persone con disabilità , inclusa cecità e ipovisione, sordità e perdita di udito, difficoltà di apprendimento, limitazioni cognitive, limitata libertà di movimento, difficoltà di parola, fotosensibilità e le combinazioni di queste disabilità . Non solo, queste linee guida se seguite garantiranno contenuti web più usabili per tutti, in generale".
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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Dicembre 2008 20:49 |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 10 Dicembre 2008 16:26 |
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Roma - Insospettabili vecchierelle e pudici padri di famiglia, pubescenti e adulti: il Regno Unito potrebbe apparire un popolo di pornomani a sbafo. 25mila lettere hanno raggiunto altrettanti cittadini britannici: accusati di aver scaricato o condiviso materiale pornografico coperto da copyright, vengono messi di fronte a una scelta. Pagare entro poche settimane o essere esposti al pubblico ludibrio affrontando un processo.
La pioggia di ingiunzioni e di richieste di accordo che si sta abbattendo sul Regno Unito si manifesta sotto forma di una lettera inviata dallo studio legale Davenport Lyons. Eventualmente preceduta da una comunicazione del proprio provider, che si annuncia costretto a rivelare ad uno studio legale le generalità dell'intestatario dell'abbonamento a Internet, ogni lettera rivela al destinatario che è stato colto in fallo, rivela che il sistema DigiProtect ha riscontrato che l'IP a cui corrisponde l'abbonamento a Internet si è intrattenuto in uno scambio di materiale pornografico in violazione delle leggi sul diritto d'autore.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Dicembre 2008 16:28 |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 10 Dicembre 2008 16:23 |
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Roma - Come probabilmente già sapete, il Nostro Amato Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, vuole avere un singolo IP associato ad ogni singolo cittadino italiano. La questione è difficilmente comprensibile per un pubblico non tecnico, per cui sono costretto a ricorrere ancora una volta ad un artifizio: ve la spiego con una sceneggiatura teatrale. L'eroe della nostra storia è il mitico Joe Lametta già protagonista di Kriptonite.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Dicembre 2008 16:26 |
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Scritto da Administrator
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Sabato 06 Dicembre 2008 17:20 |
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Attenzione! Non fidatevi di tutti gli amici di Facebook. Dietro a uno di loro - per altro inconsapevole - ci potrebbe essere un vero nemico. Si chiama "Koobface" ed è un virus molto insidioso che si sta diffondendo tra il popolo virtuale del famoso network che riunisce più di 120 milioni di persone in tutto il mondo. Si diffonde in maniera subdola: il navigatore riceve una email con il collegamento al sito di YouTube, con un invito allettante del tipo "Sembri così divertente sul nostro nuovo video". Di solito il videoclip non parte e all'utente viene chiesto di scaricare un aggiornamento del Flash Player di Adobe. E il gioco è fatto: il virus si installa nel nostro computer e crea malfunzionamenti nella navigazione dei motori di ricerca di internet , tentando di accedere a dati personali come il numero della nostra carta di credito e altri dati sensibili. Il rischio di infezione è molto alto. Presentandosi come "amico" infatti, ossia come qualcuno che ha ricevuto l'accettazione di una richiesta di amicizia come prevede Facebook, gli utenti tendono a fidarsi e abbassano le difese senza porsi alcun dubbio aprono le porte al virus. Proprio per la sua struttura di comunità selettiva, che prevede la registrazione dell'utente e diverse autorizzazioni, Facebook è stato finora protetto dall'attacco di virus. La scorsa estate però, è avvenuto qualcosa di simile al network MySpace, che era stato infettato proprio da una variante del "Koobface".
Mi raccomando ai frequentatori di Facebook : Occhi Aperti Ragazzi !!! Leggi 0 Commento/i... |
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Ultimo aggiornamento Sabato 06 Dicembre 2008 17:30 |
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