Quattrochiacchere Italia
Vogliono chiudere la Rete
Scritto da Administrator   
Lunedì 09 Marzo 2009 06:51
Roma - A distanza di qualche settimana da quando hanno iniziato a circolare le prime indiscrezioni sulla nuova iniziativa di legge promossa dall'On. Carlucci, quest'ultima ha, finalmente, deciso di rispondere alle critiche mossele e, soprattutto, di pubblicare la propria proposta.

Prima di passare all'esame dell'articolato, tuttavia, credo siano necessarie un paio di considerazioni sulla replica dell'On. Carlucci alle critiche ricevute in relazione alla propria iniziativa legislativa. L'Onorevole, in un post sul proprio blog e in una lettera aperta indirizzata a Webnews scrive, in buona sostanza, che la sua proposta di legge avrebbe come obiettivo quello di arrestare il drammatico fenomeno della pedofilia online e che quindi, in nome della tutela dei bambini, anche le misure "eccezionali" che si suggerisce di adottare risulterebbero giustificate.

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Censura d'autore
Scritto da Administrator   
Venerdì 06 Marzo 2009 06:44
Roma - In un bell'articolo di ieri su queste stesse colonne Gaia Bottà ha segnalato una notizia sfuggita a molti: il procedimento cautelare promosso da Mediaset contro RCS quale editrice del Corriere.it dinanzi al Tribunale di Milano. Oggetto del contendere una cinquantina di spezzoni tratti dal Grande Fratello 9 utilizzati dal Corriere.it sulle proprie pagine a corredo di altrettanti articoli di cronaca. L'epilogo della vicenda è ormai noto: il Tribunale di Milano ha respinto le domande di Mediaset in relazione alla più parte dei filmati oggetto di contestazione ritenendo che il diritto di cronaca dovesse prevalere su quello d'autore, e le ha accolte con riferimento a soli 4 filmati. La vicenda è, tuttavia, utile per alcune brevi considerazioni sul rapporto tra diritto d'autore e libertà di manifestazione del pensiero nello spazio telematico.

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Waledac, il ritorno delle botnet
Scritto da Administrator   
Venerdì 13 Febbraio 2009 10:12

immagine Bot

Roma - Era stata data per spacciata, ma è tornata ed è più furba di prima. Storm, la botnet più vasta fino ad oggi conosciuta che nei suoi momenti di massimo splendore contava centinaia di migliaia di PC zombie ridotti a semplici schiavi dello spam, si è reincarnata in un temibile avversario per ogni esperto di sicurezza: ora si fa chiamare Waledac, e ha aggiunto ulteriori livelli di protezione alla propria infrastruttura e al suo codice. Per il momento è rimasta silente, ma potrebbe presto tornare a colpire.

La caduta di Storm, avvenuta più o meno a metà dell'anno scorso, secondo gli esperti è legata a una serie di fattori. Prima di tutto il tentativo riuscito di intrufolarsi nel codice del malware, decifrandone il funzionamento: in questo modo era divenuto possibile prevedere le prossime mosse del malware, capire quale sarebbe stato il successivo vettore d'attacco e identificare con certezza quale fosse il traffico generato in Rete. Da qui al secondo passo, la distanza è breve: una volta individuato il protocollo di comunicazione, smantellare la rete P2P che teneva in piedi la botnet era divenuta un'azione quasi banale.


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Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Febbraio 2009 10:26
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Un'esca tra mondo e web
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 17:37

Roma - Estendere la propria azione al mondo offline per adescare nuove vittime: questo l'obiettivo dell'ingegnoso sistema ideato da alcuni truffatori e mirato ad attirare incauti automobilisti su un sito pieno di malware. Il tutto, con una semplice comunicazione lasciata sul parabrezza.

Il piano ideato dagli anonimi malintenzionati è stato messo a segno lontano dalle fitte trame del web, precisamente a Grand Forks, nel North Dakota. L'idea alla base del tutto è quantomai semplice: una volta trovata una macchina parcheggiata in maniera non ortodossa, i responsabili dell'attacco avrebbero provveduto a fotografarla e a lasciare un biglietto giallo sul parabrezza che avvertiva l'incauto automobilista della sua infrazione. In particolare l'avviso recita: questo veicolo vìola le normative standard relative al parcheggio. Per visualizzare le foto relative alla sua vettura e per ulteriori informazioni circa le disposizioni attuate è pregato di contattare il seguente sito. L'utente veniva quindi invitato a dirigersi su un sito web sul quale avrebbe potuto trovare ulteriori informazioni.


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Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Febbraio 2009 10:26
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Briglie sciolte allo spam telefonico?
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 17:32

Immagine spam telefonico

Roma - I telefoni dei cittadini italiani potrebbero presto tornare a squillare insistentemente, tormentati da proposte commerciali: dipenderà da come il Parlamento accoglierà la conversione in legge del cosiddetto decreto milleproroghe. È infatti nel testo del disegno di legge di conversione che si insinua un emendamento che potrebbe garantire la strada spianata al telemarketing, almeno fino alla fine del 2009.

L'emendamento, proposto dai senatori Fleres (PdL), Alicata (PdL) e Legnini (PD), e approvato in commissione Affari costituzionali del Senato, potrebbe sdoganare pratiche contro cui il Garante della Privacy combatte da tempo. "I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1º agosto 2005 - così recita il testo dell'emendamento - sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009".


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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Febbraio 2009 17:36
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  • Internet: presto online i programmi per PC
    Siamo a un punto di svolta nel cyberspazio della rete: nel giro di cinque anni ben l'80% delle operazioni al computer non si faranno più servendosi dei software installati nel pc di casa ma attraverso il 'cloud computing', una "nuvola di risorse informatiche", applicazioni, programmi di calcolo e scrittura, di immagazzinamento dati e molto altro, che sarà disponibile online, fornita da provider di vario tipo.
    [url=http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new....
  • Re: Gli ISP inglesi bloccano alcuni siti BitTorrent?
    Grande zovin.....bentornato...... Facciamo la ola

    La notizia non mi piace  Pollice verso , disaccordo, ma per i bucanieri del peer-to-peer non penso che la chiusura di qualche sito li spaventi.
  • Gli ISP inglesi bloccano alcuni siti BitTorrent?


    La Gran Bretagna ha iniziato una guerra aperta contro il file sharing illegale. Dopo la relazione di qualche giorno fa, che indicava nella fine del 2009 la data entro cui far calare il P2P del 70%, il governo inglese ha introdotto una serie di misure antipirateria.

    Inizialmente saranno previsti degli avvisi agli utenti accusati di scaricare, mentre in una seconda fase potrebbe essere negato lÂ’accesso ai siti che permetto...
  • French manicure: unghie perfette fai da te

    ll sogno di molte, la quotidianeità delle più fortunate: avere sempre unghie belle, perfette, curate, non è facile, soprattutto per le donne che sono ogni giorno alle prese con faccende domestiche, pargoli da accudire ed anche quelle che lavorano, sono davanti al pc e le unghie lunghe diventano un problema. Ecco perchè all'occorrenza ci si rivolge all'estetista per farsì che le nostre un...

Notizie flash

MySpace consegna i predatori sessuali
Roma - Sono 90mila i nomi dei predatori sessuali consegnati da MySpace alle autorità: serviranno a due procuratori generali per dimostrare che le reti sociali online pullulano di soggetti pericolosi, e che i fornitori del servizio non li sanno allontanare.

I nomi sono stati consegnati nel corso del più recente atto dell'annosa indagine condotta dai procuratori generali degli States nei confronti del portalone. I procuratori, convinti che online si aggirino orde di malintenzionati che agiscono al solo scopo di circuire netizen indifesi, si erano rivolti a MySpace già nel 2007. Con una richiesta informale avevano domandato a MySpace di comunicare i nomi di coloro che fossero stati condannati per un qualsiasi reato a sfondo sessuale: avevano ottenuto in cambio la sola cancellazione dei profili dei pregiudicati. I procuratori avevano accusato MySpace di aver assunto un comportamento troppo sbilanciato verso la tutela della privacy, noncurante della "sicurezza degli adolescenti". Ma i procuratori non si sono rassegnati, e alla richiesta informale hanno fatto seguire un atto ufficiale che costringesse MySpace a testimoniare.
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