Quattrochiacchere Italia
Chi lo ha costruito, l'ospedale San Salvatore dell'Aquila?
Scritto da Administrator   
Giovedì 09 Aprile 2009 13:57

Tutti gridano allo scandalo, e giustamente, perché quell'ospedale, finito di costruire e inaugurato alla fine degli anni '90, è venuto giù come un fuscello. Un'ala è completamente crollata, mentre il resto della struttura è stata dichiarata inagibile al 90 percento, mentre le autoambulanze continuavano a scaricare proprio lì decine di feriti.

Il crollo hanno causato la morte di due bambini ricoverati in pediatria.

I lavori di costruzione dell'ospedale sono iniziati nel 1972, trentasette anni fa. Per ultimarlo, dunque, ci sono voluti quasi trent'anni.

La spesa prevista era di 11 miliardi e 395 milioni di lire, la capienza di 1.100 posti.

Poi, mano a mano che il tempo passava, i posti letti previsti nel progetto originale, si sono ridotti a d essere 560. Un bel risparmio?
No di certo, perché quasi alla fine dei lavori l'ospedale sarà costato circa 164 miliardi di lire. Cioé circa 84.698.931 (leggasi più di ottantaquattro milioni di euro e mezzo).

L'Ospedale di cardiochirurgia che Emergency ha costruito a Khartoum (questo) è costato 12 milioni. Chiavi in mano. Attrezzature biomedicali comprese. Utile sapere però che sia le strutture che i biomedicali cardiochirurgici sono quanto di più caro esista in chirurgia.
Per costruire quell'ospedale (in Africa, nei pressi del deserto, non vicino ad un centro cittadino europeo) ci sono voluti meno di tre anni. I primi scavi erano partiti nell'ottobre 2004, l'ospedale si è inaugurato nel marzo del 2007. E, a detta di tutti i tecnici che lo hanno visto e toccato, e di tutti i chirurghi che ci han lavorato, quell'ospedale, con i suoi pannelli solari per l'energia, i suoi sistemi di filtraggio dell'aria e le altre tecnologie impegate, è uno dei più belli del mondo.
Dicevamo che l'ospedale San Salvatore, quasi alla fine dei lavori, era costato 84,7 milioni di euro. Quasi alla fine perché per finire i lavori ce ne sono voluti altri 16. Totale, quasi 101 milioni di euro. Nove volte di più di uno dei centri di cardiochirurgia migliori al mondo.

Una inchiesta parlamentare, che risale al 2000, che è anche l'anno in cui il San Salvatore fu inaugurato, aveva messo in rilievo «l'irrazionalità e l'obsolescenza dell'impianto costruttivo, la scarsa qualità dei materiali impiegati oltre all'enorme dispersione dei percorsi orizzontali».

Come dire, si sapeva tutto fin dal giorno dell'inaugurazione del San Salvatore.

Ma chi ha consegnato "chiavi in mano" quel catorcio assassino di ospedale alla Asl dell'Aquila? Una piccola ditta di costruzioni, poco nota al pubblico e alle cronache: l'Impregilo.

Cioé la più importante azienda di costruzioni italiane, quella stessa che apre il suo sito con la frase "il progresso, la più grande delle nostre opere", che nel 2007 ha chiuso con un fatturato di 2.627 miliardi di euro e con un risultato di 131.2 milioni.
Una azienda che ha tra i suoi consiglieri di amministrazione persone del calibro di Beniamino Gavio (Società iniziative Autostradali), Andrea Novarese (Gemina Spa), Giuseppe Piaggio e Claudio Cominelli, che sono anche consiglieri di amministrazione della Atlantia (la ex Autostrade Spa) del gruppo Benetton. In Atlantia Piaggio e Cominelli siedono di fianco a Alberto Clò, che a sua volta è consigliere della Italcementi, che vede nel consiglio di amministrazione anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Oltre a loro, nel consiglio di amministrazione siede anche Nicola Fallica, a sua volta consigliere di amministrazione della Immobiliare Lombarda della famiglia Ligresti.

Il gotha delle costruzioni, dunque, gestisce Impregilo, che è la stessa azienda che sta costruendo l'alta velocità tra Milano e Napoli e tra Torino e Venezia. Quella stessa che sta ammodernando (come ha ammodernato l'ospedale San Salvatore?) la Salerno-Reggio Calabria, per cui ha appena chiesto un prolungamento di tre anni per la consegna dei lavori.
Quella stessa a cui il governo vorrebbe affidare i lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e delle nuove centrali nucleari.
Quella stessa che aveva in gestione, attraverso la Fibe, il processo di smaltimento dei rifiuti della regione Campania.
Per contratto, i lavori di costruzione dell'inceneritore di Acerra, sarebbero dovuti terminare nel 2003. Sono finiti nel 2009, con sei anni di ritardo. Sei anni che sono costati centinaia di milioni di Euro e la disperazione degli abitanti della Campania, sommersi dai rifiuti.

Fu l'Impregilo, dunque, a consegnare l'ospedale San Salvatore alla azienda sanitaria de L'Aquila. Quell'ospedale, l'altroieri, ha ucciso.

 

Fonte Peace Reporter


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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Aprile 2009 14:02
 
IPREDATOR, darknet al gusto The Pirate Bay
Scritto da Administrator   
Mercoledì 25 Marzo 2009 06:48

Roma - In attesa del giudizio sul processo più chiacchierato del file sharing, in risposta alla imminente approvazione delle direttive IPRED in terra svedese ma soprattutto per il gusto di farla sempre e comunque in barba a chi pretende controllo e copyright ovunque, quelli di The Pirate Bay sono in procinto di lanciare IPREDATOR, servizio di tunnelling della connessione che promette di liberare per sempre gli utenti dal giogo del controllo e della schedatura degli indirizzi IP fisici.

IPREDATOR è un servizio di VPN, una "darknet" capace di deviare tutto il traffico di rete schermando l'indirizzo reale dell'utente dietro una cortina impenetrabile, dove chi eventualmente controllasse si troverebbe tutt'al più davanti a indirizzi facenti capo alla darknet e non all'utente.

A partire dal 1 aprile, che non a caso è la data dell'approvazione delle direttive IPRED in Svezia, i condivisori di tutto il mondo potranno fruire di un servizio anonimizzatore a prova di major e relativi "investigatori" sborsando il popolarissimo obolo di 5 euro al mese. La crew di TPB promette per IPREDATOR un servizio anonimizzatore ancora più efficace dei servizi di VPN tradizionali.

 

E trattandosi di TPB il minimo che si può aspettare è che il servizio non conservi alcun log delle connessioni degli utenti, eliminando in pratica l'unico anello debole della catena anonimizzatrice in caso di intervento delle forze dell'ordine e relativi controlli sui server.

Attualmente IPREDATOR è in stato di beta ed è aperto su invito. Peter Sunde dice di voler aprire lentamente il servizio al pubblico, aggiungendo 500 utenti per volta e verificando che l'esperienza di rete si mantenga priva di difetti prima dell'apertura ufficiale di qui a una settimana.

 

Fonte   Punto Informatico


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Per non lasciare che la Rete diventi TV
Scritto da Administrator   
Mercoledì 25 Marzo 2009 06:36

Roma - Una mobilitazione compatta, su scala europea. Per scongiurare gli effetti che il Pacchetto Telecom potrebbe infliggere alla rete, se il Parlamento Europeo dovesse accogliere o respingere delle proposte di emendamento che sono state instillate nel testo in fase di seconda lettura. Saranno votate il 31 marzo: potrebbero aprire la strada ad una rete non neutrale, ad una rete che rischia di assumere i contorni di un servizio di broadcasting.

La responsabilità ricadrà sulle spalle delle commissioni Mercato Interno (IMCO) e Industria, ricerca e energia (ITRE): spetterà loro valutare l'introduzione di disposizioni sfociate in proposte ufficiali sotto la pressione di certa parte dell'industria, spetterà loro decidere riguardo alla direzione che l'Europa imprimerà alla tutela della proprietà intellettuale online.


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 06:46
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Gabriella Carlucci e Davide Rossi: è andata così
Scritto da Administrator   
Mercoledì 18 Marzo 2009 20:19

In seguito alle polemiche scaturite dalla proposta di legge firmata dall'on. Carlucci ma riconducibile a Davide Rossi, Presidente Univideo, abbiamo sentito entrambi i protagonisti, i quali hanno offerto una disamina sui fatti ed un proprio punto di vista.

 

In seguito alla recente proposta di legge firmata da Gabriella Carlucci, e soprattutto in seguito alle polemiche scaturite dall'analisi delle proprietà del file contenente il testo della proposta, abbiamo chiesto direttamente all'on. Carlucci un intervento chiarificatore sul tema. La risposta è giunta in giornata,

Ecco il link che riporta il testo integrale della risposta link articolo completo

 

Fonte Webmasterpoint


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Gabriella Carlucci e sua legge su Internet scritta dal presidente della Univideo? Sembra dirlo Word.
Scritto da Administrator   
Mercoledì 18 Marzo 2009 20:12
Secondo Guido Scorza, presidente dell'Istituto per le politiche dell'innovazione ed esperto di diritto di informatica giuridica, dietro il DDL dell'onorevole Carlucci per regolamentare la Rete ci sarebbe l'UNIVIDEO.

Secondo l’avvocato Guido Scorza, presidente dell’Istituto per le politiche dell’innovazione ed esperto di diritto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, dietro le buone intenzioni manifestate da Gabriella Carlucci ci sarebbero ben altre motivazioni. In una lettera inviata al giornalista di Repubblica.it Vittorio Zambardino, l’avvocato Scorza sostiene che nel testo della proposta Carlucci e nella relazione di accompagnamento «non si trovi nessuna traccia della volontà di reprimere il fenomeno della pedofilia on line». Piuttosto, sottolinea Scorza, dietro il DDL intitolato «Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri», ci sarebbe «la solita preoccupazione per la tutela degli interessi dell’industria audiovisiva contro il fenomeno della pirateria on line». Guardando nelle proprietà del file .DOC pubblicato dall’onorevole sul proprio blog, infatti, l’avvocato ha scoperto che il documento è stato redatto mediante un software intestato a Davide Rossi, presidente della UNIVIDEO (Unione Italiana Editoria Audiovisiva), l’associazione che rappresenta il settore dell’home entertainment in Italia e che raggruppa le principali aziende attive dell’industria dell’audiovisivo. (continua >>)




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    Grande zovin.....bentornato...... Facciamo la ola

    La notizia non mi piace  Pollice verso , disaccordo, ma per i bucanieri del peer-to-peer non penso che la chiusura di qualche sito li spaventi.
  • Gli ISP inglesi bloccano alcuni siti BitTorrent?


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Notizie flash

MySpace consegna i predatori sessuali
Roma - Sono 90mila i nomi dei predatori sessuali consegnati da MySpace alle autorità: serviranno a due procuratori generali per dimostrare che le reti sociali online pullulano di soggetti pericolosi, e che i fornitori del servizio non li sanno allontanare.

I nomi sono stati consegnati nel corso del più recente atto dell'annosa indagine condotta dai procuratori generali degli States nei confronti del portalone. I procuratori, convinti che online si aggirino orde di malintenzionati che agiscono al solo scopo di circuire netizen indifesi, si erano rivolti a MySpace già nel 2007. Con una richiesta informale avevano domandato a MySpace di comunicare i nomi di coloro che fossero stati condannati per un qualsiasi reato a sfondo sessuale: avevano ottenuto in cambio la sola cancellazione dei profili dei pregiudicati. I procuratori avevano accusato MySpace di aver assunto un comportamento troppo sbilanciato verso la tutela della privacy, noncurante della "sicurezza degli adolescenti". Ma i procuratori non si sono rassegnati, e alla richiesta informale hanno fatto seguire un atto ufficiale che costringesse MySpace a testimoniare.
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